Invictus

Out of the night that covers me,
Black as the Pit from pole to pole,
I thank whatever gods may be
For my unconquerable soul.

In the fell clutch of circumstance
I have not winced nor cried aloud.
Under the bludgeonings of chance
My head is bloody, but unbowed.

Beyond this place of wrath and tears
Looms but the Horror of the shade,
And yet the menace of the years
Finds, and shall find, me unafraid.

It matters not how strait the gate,
How charged with punishments the scroll.
I am the master of my fate:
I am the captain of my soul.

by William Ernest Henley

Comments (286)

Staying tough tough tough in all roughs. I am the master of my life. Great poem!
trudging the road of life...no regrets, no fear...complete confidence
- INVICTUS - (ENGLISH / ITALIAN) : ______________________________ Out of the night that covers me, - - Dal profondo della notte che mi avvolge, Black as the pit from pole to pole, - - nero come un pozzo da un polo a un altro, I thank whatever gods may be - - ringrazio qualunque dio possa esistere For my unconquerable soul. - - per la mia anima inespugnabile. In the fell clutch of circumstance - - Nella feroce morsa delle circostanze I have not winced nor cried aloud. - - non mi sono tirato indietro nè ho gridato forte. Under the bludgeonings of chance - - Sotto ai colpi d’ascia della sorte My head is bloody, but unbowed. - - il mio capo è sanguinante ma indomito. Beyond this place of wrath and tears - - Oltre questo luogo di collera e lacrime Looms but the Horror of the shade, - - incombe solo l’orrore delle ombre, And yet the menace of the years - - eppure la minaccia degli anni Finds and shall find me unafraid. - - trova, e mi troverà senza paura. It matters not how strait the gate, - - Non importa quanto sia stretta la porta, How charged with punishments the scroll, - - quanto piena di punizioni la pergamena, I am the master of my fate: - - io sono padrone del mio destino: I am the captain of my soul. - - io sono capitano della mia anima. ______________________________
Il titolo della poesia, “Invictus”, fa riferimento al latino e significa “non vinto”; venne dato dal critico letterario Arthur Quiller-Couch, che riconobbe la grandezza della poesia aggiungendola alla sua antologia fondamentale delle poesie inglesi. All’età di 12 anni, William Ernest Henley rimase vittima del morbo di Pott, una grave forma di tubercolosi ossea. Nonostante ciò, riuscì a continuare i suoi studi e a tentare una carriera giornalistica a Londra. Il suo lavoro, però, fu interrotto continuamente dalla grave patologia, che all’età di 25 anni lo costrinse all’amputazione di una gamba per sopravvivere. Henley non si scoraggiò e continuò a vivere per circa 30 anni con una protesi artificiale, fino all’età di 53 anni. La poesia Invictus fu scritta proprio sul letto di un ospedale. La poesia era usata da Nelson Mandela per alleviare gli anni della sua prigionia durante l’apartheid. (Wiki)
....a superb write ★ I am the master of my fate
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